Moltivolti, a lot more than a simple restaurant in town
agosto 10, 2020
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Known to the general public for his several books and his eloquence, Sicilian best selling author Alessandro D’Avenia to me was just a nice kid I liked to play with, when I was around five or six years old; and today he has been kind enough to answer my curious questions on food and Sicilian cuisine and tradition. 

Alessandro, born in Palermo and now teacher in a High School up north in Milan, with his evergreen face and his blond and untamed curls, makes us discover a new side of him in this conversation: his childhood memories, why Sicilians have a never-ending love story with their food and in particular what he loves and misses, living in the north, about our cuisine. 

Thanks a lot for answering my questions.

What kind of relationship you have with food? Do you miss Sicilian cuisine and what you miss in particular?
Food is the cultural proof of a community. According to how people eat and behaves on the table we can learn their history and culture. Us Italians have learnt that we don’t eat together to feed ourselves, but we do it to interact and socialise. There is no room for eating alone or a quickly as you can. My mother taught me that cooking is a way to show love. In Sicily we measure love with calories. Of course I miss Sicilian desserts and the baked anelletti, which is a masterpiece made by my mom.

ITA: Qual e’ il tuo rapporto col cibo e con la cucina? Ti manca la cucina siciliana e cosa ti manca di più?
Il cibo è l’evidenza della cultura di un popolo. Da come un popolo sta a tavola e mangia si riconosce la sua storia e la sua cultura. Noi italiani abbiamo imparato sin da piccoli che non si sta a tavola per nutrirsi, ma si sta a tavola per relazionarsi, mentre ci si nutre. E il cibo diventa quindi un modo di prendersi cura della relazione: non c’è spazio per pranzi consumati da soli e più in fretta possibile. Da mia mamma ho imparato che cucinare è manifestare amore: in Sicilia si misura l’affetto in calorie. Mi mancano i dolci siciliani e la pasta al forno con gli anelletti, un capolavoro della cucina di mia madre

Do you have a recipe or a dish that reminds you of your childhood or evokes some unique feelings or a particular moment of your life?

Without doubt my childhood memories are related to the almond biscuits which I used to devour as soon as they came out of the oven.
Even now, whenever I come back to Palermo, my mom makes sure they are at home. I used to love watching her cooking and taste everything. That time I learnt how you take care of people you love with your hands and the time you dedicate for this act of love is not wasted, is gained. Besides, I will never forget when we used to go to our country house and the farmers used to bake bread, which we would eat still hot with fresh cheese and olive oil. 

ITA: Qual e’ per te il cibo o il piatto siciliano che ti ricorda maggiormente la tua infanzia o evoca sentimenti o un momento particolarmente caro della tua vita?
Senza dubbio la mia infanzia è legata ai biscotti alle mandorle che divoravo senza fermarmi, non appena venivano sfornati. Ancora oggi mia madre, quando torno a casa, me li fa trovare. Mi divertivo ad assaggiare tutto mentre lei preparava un dolce e quella preparazione attenta mi ha insegnato come ci si prende cura delle persone e delle cose con le mani. E che il tempo che dedichi ad amare così, anche se sembra perduto, in realtà è tutto guadagnato.

È l’amore che muove le mani nel modo giusto. Inoltre non posso dimenticare quando da piccoli andavamo in campagna e i nostri mezzadri facevano il pane, che poi mangiavamo appena sfornato con l’olio e il formaggio fresco.

Do you think “we are what we eat“? Is food an expression of the culture of a group of people? 
And why do you think for us Sicilians is such an important element, to the point that it comes before everything else?

This phrase comes from a philosopher that thought humans could be defined according to what they ate, but it is actually the opposite. We are what we eat because we have decided first what and how to eat. Those who eat well, respect life.
If you think about it… the first signs of human paintings were animals which are the symbol of nourishment.
For us Sicilians, food is vital because it is the way we interact and communicate one another, allowing us to better know the others and life in general. No one will ever convince me that heating up a pre-cooked meal in the microwave is more civilized than our never ending lunches…

ITA: Siamo ciò che mangiamo? Cioè pensi che il cibo sia espressione della cultura di un popolo e perché secondo te per noi siciliani è cosi importante tanto da venire praticamente prima di ogni altra cosa? 

La frase viene da un filosofo che pretendeva di definire la sola materialità dell’uomo: in base a ciò che mangiamo diventiamo ciò che siamo. Questa stessa frase dice proprio il contrario: siamo ciò che mangiamo, perché prima abbiamo deciso cosa e come mangiare. Possiamo anche mangiare cose semplicissime, ma la maniera in cui sono preparate fa la differenza, perché la differenza la fa lo spirito con cui si fanno le cose e non sono le cose a fare lo spirito: forse una carezza determina l’amore? O diamo una carezza per dire l’amore che abbiamo dentro?
Lo stesso è per il cibo: chi mangia bene rispetta il nutrimento della vita e quindi la vita. Le prime testimonianze pittoriche dell’uomo rappresentano animali bellissimi: la vita che dà nutrimento.
Per noi Siciliani il cibo è così importante perché è un modo di relazionarsi alla vita e agli altri. E nessuno mi potrà mai convincere che riscaldare al microonde cose già pronte sia più evoluto dei nostri pranzi senza fine…

THANKS VERY MUCH TO ALESSANDRO for taking the time to answer my questions. Indeed I agree with him, for us Sicilians, food is the way we show love, the way we dedicate time to our dear ones and we make them happy. But it is also the best moment for us to socialise and spend time with others, discovering their real essence. That is why those moments on the table are so precious and so important to us!

Photo Source:

Pictures of A. D’Avenia belongs to his blog:
The top pic belongs to The Sicilian Cuisine Blog.

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